Che cosa è il varicocele

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E’ una patologia che colpisce i maschi  e consiste in una dilatazione varicosa delle vene del funicolo spermatico appartenenti al plesso pampiniforme che drenano il sangue dal testicolo (gonade maschile) verso le vene iliache endoaddominali.

Il varicocele, di solito primitivo e una volta definito essenziale (dal grande Prof. Pietro Valdoni, mio Maestro che mise a punto tecniche innovative e operò d’urgenza il politico Palmiro Togliatti colpito da tre proiettili nel 1948 salvando il Paese dalla guerra civile) ), si localizza quasi esclusivamente a sinistra per disposizione anatomica all’interno della borsa scrotale; molto raramente è secondario alla compressione della vena spermatica interna per la presenza di  una massa  tumorale renale. Il varicocele bilaterale è oltremodo raro (1%). Clinicamente si manifesta in epoca adolescenziale, alla pubertà, con una incidenza del 12-15%, percentuale sovrapponibile al varicocele diagnosticato agli adulti. Cause predisponenti, costituzione e stipsi cronica. Da non confondere con l’idrocele comunicante o con un’ernia inguino-scrotale. Il varicocele può essere di 1° grado  e nei primi anni di vita  può essere evidenziato soltanto da un ecodoppler. Il 2° grado è il varicocele palpabile ma non visibile; in posizione sdraiata si osserva la riduzione spontanea della tumefazione, ma con il passare degli anni l’emiscroto sinistro può mostrarsi sempre più allungato e dolente soprattutto dopo attività fisica. Nel 3° grado le vene sono ben visibili e si mostrano tortuose e dilatate con anastomosi collaterali.

Il problema  è che tale patologia congenita è spesso asintomatica, solo raramente  e nei gradi avanzati provoca dolenzia inguinale omolaterale, per cui nè il ragazzo nè i genitori  (ormai a quell’età il ragazzo è molto riservato e vergognoso) se ne accorgono. Soltanto una visita pediatrica di controllo, ma completa, ne rileva la presenza con la necessità di una visita dal chirurgo pediatra con approfondimento diagnostico basato sull’ecografia testicolare per evidenziare morfologia, ecostruttura e dimensioni delle gonadi, sull’eco-color-doppler del funicolo spermatico ed eventualmente su una flebografia spermatica (Ugazio e coll,, tra cui A. Villani, Presidente SIP, 2017).

Il problema si pone sul quando intervenire per eliminare le complicazioni e come. Vi è l’intervento chirurgico se il varicocele è di 2° o 3° grado, perché altrimenti l’organo interessato (il testicolo) può andare incontro a una involuzione sia funzionale (con esito in oligospermia e riduzione della motilità e vitalità degli spermatozoi con esito in  subfertilità o infertilità nel 30% dei soggetti interessati) che morfologica (ipotrofia o atrofia gonadica). Altra possibilità è la terapia sclero-embolizzante delle vene spermatiche per interrompere il reflusso venoso. (la)

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