Così cambia la sanità? parte seconda

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Concludiamo il discorso sulle liste d’attesa (da Dottnet)

L’azione di monitoraggio verrà effettuata secondo il ministro Grillo, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Da segnalare che, anche nel Decreto Fiscale recentemente approvato dal Parlamento, per il solo anno 2020, veniva autorizzata una spesa pari a 50 mln per le stesse finalità di riduzione dei tempi delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie. Pertanto per l’anno 2020 risulterebbero due autorizzazioni di spesa aventi la stessa finalità in base a provvedimenti diversi, per un totale complessivo di 150 milioni di euro. Ma a giudizio di Carlo Palermo (ANAAO) i 350 milioni in un triennio per la riduzione delle liste di attesa sono una miseria, a fronte di quello che i medici da anni, ed ogni anno, mettono a disposizione per lo stesso fine con la loro attività intramoenia. “Per di più  sono da investire in CUP e tecnologia, come se fossero loro ad erogare le prestazioni. Ed i 900 contratti aggiuntivi per la formazione specialistica non potranno certo garantire la sostituzione dei 50.000 specialisti che andranno in pensione nei prossimi anni. Ospedali senza medici, ecco un magnifico obiettivo del cambiamento!” Così conclude il collega Palermo.

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