Completiamo le informazioni sul sonno nella prima infanzia

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II riposo breve di metà mattina per i bambini  fino a 3 anni è davvero necessario?

Tratto dall”articolo di “Siamo mamme”, ottobre 2018 (cortesemente ricevuto da L. Marchetti)  “I riposini di metà mattina per i bambini non servono solo a far recuperare energie, ma alcuni studi hanno dimostrato che aiutano anche a rafforzare la  memoria. Per questo, è utile conoscere quanto tempo i lattanti dovrebbero riposare e qual è l’orario migliore per dormire. I consigli sono naturalmente orientativi, certo è che i  riposini a metà mattina per i bambini sono essenziali.

Ma fino a che età sono necessari? Quanto più piccoli sono i bambini, tante più ore di sonno sono necessarie. Fino a 3 anni sono tre i riposini consentiti in soggetti normali: a metà mattina, per i neonati tra i 4 e i 9 mesi, ogni sonnellino può durare anche 3 ore; un riposino dopo il pasto di mezzogiorno anche se, man mano che il bambino cresce,  diminuiranno le ore di sonno.  è possibile un altro sonnellino nel pomeriggio dopo aver giocato, necessario, come il primo, solo per i bambini che hanno meno di un anno di vita.

 E non si deve pensare che se il bambino dorme durante il giorno non riuscirà poi a dormire di notte. Si tratta di un mito in quanto i riposini possono aiutarlo a rilassarsi e a dormire meglio anche la sera. Inoltre, non si sveglierà più così frequentemente di notte a causa degli incubi o di sonni agitati..

I riposini a metà mattina per i bambini non solo permettono di rilassarsi, ma li aiutano anche a recuperare le energie utilizzate nelle ore di veglia. Di conseguenza, essi avranno un umore migliore, non si sentiranno stanchi e non saranno iperattivi. Inoltre i riposini a metà mattina aiuteranno anche a prevenire i possibili capricci  e consentiranno alle mamme di riposare o di svolgere altre attività.

Un altro beneficio è che, dormendo quanto necessario, i bimbi saranno più disponibili a consumare gli alimenti che saranno loro proposti. D’altra parte, mentre essi dormono,  tutto ciò che è stato appreso durante il giorno viene memorizzato e ciò potrebbe agire positivamente sull’intelligenza e sulla memoria.

Ma come riuscire a far fare loro il riposino? Anche se la maggior parte dei bambini amano il momento del riposino a metà mattina, ce ne sono alcuni che, anche se ne hanno bisogno, non vogliono dormire per continuare a giocare come se pensassero che, addormentandosi, perderebbero tempo. In questi casi vi sono sintomi che aiutano a capire quando i bb. hanno bisogno di dormire  come l’irritabilità, gli sbadigli continui, lo sfregamento degli occhi e il grande interesse (nel lattante) per il biberon. Ma non aspettare troppo quando si capisce che è il momento del riposino, perché, altrimenti,  sarà per loro più difficile riuscire ad addormentarsi. Perciò occorre  mantenere una buona disciplina e orari fissi, per far sì che il momento del riposino a metà mattina sia soddisfacente.

E’ importante abituare il bambino a fare il riposino nel suo lettino, cioè sempre nello stesso posto, per fare in modo che non si addormenti ovunque. Perciò di deve cercare di fare in modo che l’ambiente casalingo sia tranquillo e poco rumoroso, anche se  è positivo che il bambino si abitui a qualche suono, soprattutto se ha dei fratelli. Perché il bambino impari a differenziare tra il sonno della notte e il riposino durante il giorno, è bene lasciare la stanza illuminata o fare in modo che entri un po’ di luce.

Per quanto riguarda gli orari, i riposini di metà mattina  dovrebbero durare 45 minuti o un’ora. Tuttavia, se il b. dormisse solo una volta al giorno, sarebbe consigliato, durante il pomeriggio,  un sonnellino della durata al massimo di due ore. Inoltre, le mamme devono stabilire un programma giornaliero e sforzarsi di rispettarlo. Solo così si riuscirà ad abituare il suo orologio biologico in modo che si possa prendere sonno tutti i giorni allo stesso orario. Infine i genitori domandano spesso ai pediatri quando sia il momento di far cessare il sonnellino ai bambini. Il problema si risolve da solo perchè l’evoluzione con l’età è spontanea anche se varia da bambino a bambino, al di là delle abitudini acquisite. Saranno dunque loro a farlo capire….

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